Mondaino

Mondaino: rotondo, avvolgente, verde e musicale. Rotondo come la sua piazza, avvolgente come il calore e la generosità che la sua gente dimostra ai forestieri, verde come tutta quella macchia di campagna che si allarga intorno alle case, musicale come la presenza della fabbrica di fisarmoniche dei fratelli Galanti, la Banda municipale e da qualche anno la MYO – Mondaino Young Orchestra. Appena fuori dal paese, si trova un ex arboreto sperimentale della flora mediterranea: nove ettari di bosco con circa 6.000 piante e più di cento specie arboree.
Dal 1998, il patrimonio naturale dell’Arboreto è diventato un progetto culturale: un luogo di accoglienza e cura dei processi creativi della scena contemporanea; uno dei centri teatrali più importanti e riconosciuti in Italia e all’estero, in particolare per le residenze creative: ricerca e produzione di nuove opere; formazione professionale: trasmissione del sapere, relazioni fra maestri e nuove generazioni di artisti, operatori e spettatori.
Nel 2004, dentro il bosco come una grande foglia adagiata sul prato, è stato costruito un nuovo teatro, il Teatro Dimora; un laboratorio residenziale per definire nuove possibilità d’incontro e relazione fra gli artisti e il pubblico, riconoscendo in particolare ai giovani la necessità di interpretare il “diritto all’errore” come un fattore indispensabile per la propria crescita artistica e umana.

www.arboreto.orginfo@arboreto.org — 0541624003, 3319191041

Dal 12 al 21 ottobre
Teatro Dimora

Ondadurto Teatro

Compagnia: Ondadurto Teatro
Rassegna: Residenza creativa

Residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo di Ondadurto Teatro.

Ondadurto Teatro propone una lettura multimediale che senza tradire il plot originale utilizza linguaggi scenici contemporanei: l’impianto scenografico, il video, la musica originale e gli interpreti compongono un equilibrato e sorprendente corpus unico in un ritmo incalzante di visioni e sospensioni drammatiche, che trascinano lo spettatore in un irresistibile noir senza tempo. La dolorosissima tragedia di Tito Andronico, scontornata da riferimenti spazio temporali vede Roma diventare luogo e terra desolata, teatro di una tragedia contemporanea che muovendo dal mito affonda e tradisce le proprie radici nel dramma intimo. In un tempo futuribile in cui ciascun popolo applica le proprie usanze e leggi, la differenza culturale crea una spaccatura che si ripercuote nelle carni di ognuno. Dalla terra desolata, di Eliotiana memoria, veniamo inesorabilmente condotti in silenziose case inondate di familiare sangue. I nostri protagonisti attivano una ineluttabile e lucida catena di atroci vendette, in un disperato e solitario tentativo di fuga dal proprio destino di eterni profughi. Indagine asciutta e feroce sull’essere stranieri: fuori dai propri confini, esuli dalla propria civile esistenza.

Diretto da Marco Paciotti e Elena Sbardella
da una idea di Elena Sbardella
macchine e oggetti Lorenzo Pasquali e Massimo Carsetti
costume design K.B. Project
light design: Roberto Mazzaro international consultance Ute Classen Kulturmanagement – GERMANY

Per informazioni: www.arboreto.org   –   teatrodimora@arboreto.org


Dal 23 al 29 ottobre
Teatro Dimora

Volcano #2 – Il gesto come forma del tempo: generare il movimento

Compagnia: Myriam Gourfink
Rassegna: Laboratorio di danza

Laboratorio di danza condotto da Myriam Gourfink

Comporre, per Myriam Gourfink, significa prevedere e ordinare, in base a un progetto d’azione, i diversi parametri che regolano il movimento: peso, spazio, tempo, flusso. Ciò significa, pertanto, prevedere e ordinare uno spazio dinamico. La coreografa pensa a questo workshop come ad una forma di meditazione sull’anatomia. Secondo queste direttrici, Myriam Gourfink pensa la trasmissione come una vera e propria immersione nella pratica corporea e mentale, capace di orientare – grazie allo yoga dell’energia, che mette in connessione gli aspetti mentali e quelli corporei – i processi di composizione, invitando così i partecipanti a delineare strumenti compositivi ispirati dalla composizione musicale contemporanea e dallo studio della cinetografia di Laban. La pratica qui proposta si soffermerà, in particolare, sulla dimensione del micromovimento, in cui la partitura gestuale è giocata sulle dinamiche di spostamento regolare tra un punto A e un punto B dello spazio e riguarda un lavoro che coinvolge le estremità del corpo in una lenta circolazione di pesi ed equilibri. Questo approccio implica un processo di visualizzazione interiore e un certo grado di ascolto d’ogni minima modificazione dello stato del corpo che affronta il movimento.

Secondo incontro – del progetto triennale (2015-2017) di formazione e trasmissione delle pratiche coreografiche contemporanee
Volcano – coreografia e complessità
ideato e condotto dalla coreografa Simona Bertozzi e dallo studioso Enrico Pitozzi

Per informazioni: www.arboreto.org – teatrodimora@arboreto.org


Dal 13 al 19 novembre
Teatro Dimora

Volcano #3 – I nostri corpi barcollano sulla grazia della vostra postura

Compagnia: Kat Válastur

Laboratorio di danza condotto da Kat Válastur

terzo incontro – del progetto triennale (2015-2017) di formazione e trasmissione delle pratiche coreografiche contemporanee
Volcano – coreografia e complessità
ideato e condotto dalla coreografa Simona Bertozzi e dallo studioso Enrico Pitozzi

 

Il suo è stato un movimento, anche se è capitato lontano dai nostri occhi, non abbiamo potuto vedere, ma abbiamo potuto sentire che succede dentro la gola, dalle nostre viscere, per muoversi come un albero che cresce, e noi, i nostri corpi, hanno dovuto muoversi affinché i rami potessero trovare spazio per crescere.

Ciò che è sconcertante nella danza non è ciò che esige dal corpo ma ciò che la danza richiede a se stessi; la totalità del coinvolgimento è schiacciante. Non vi è dubbio che non esista divisione tra ciò che noi consideriamo il sé e il corpo. Il processo di creazione (arte) è correlato al modo in cui comprendiamo l’oscurità della vita quale essenza dell’essere umano. Ponendosi nella condizione di assimilare questa percezione, l’atto della creazione potrebbe essere l’unico processo per liberare l’intelletto dalla sua agonia. Nella danza, questa dimensione introspettiva, viene esteriorizzata attraverso il corpo pur rimanendo, al contempo, racchiusa in esso. Non c’è separazione fra il mezzo e il gesto. La danza, dunque, potrebbe essere vista come una convivenza segreta di due corpi: il corpo fisico e quello visivo. Nel laboratorio andremo a creare le condizioni che ci permettono di esplorare a fondo questa convivenza, con l’aspirazione che questo processo possa condurre a una scrittura coreografica personale, rivolta al mondo in cui sperimentiamo/attiviamo la nostra postura.

Per informazioni  www.arboreto.org    teatrodimora@arboreto.org


Dal 28 novembre al 2 dicembre
Teatro Dimora

Immaginare lo spettacolo (dal vivo) – la tecnica illuminotecnica come interprete dello spettacolo

Compagnia: Vincent Longuemare

Laboratorio di formazione in illuminotecnica condotto da Vincent Longuemare

primo movimento
Introduzione al metodo dello sguardo attivo; L’occhio e la luce: imparare a vedere, riconoscere e nominare.

La luce si vede da quello che tocca, come lo tocca e da come lo raggiunge.
La consapevolezza di questo percorso, affiancata alla coerenza di pensiero basterebbe a fare un disegnatore luci. Ma non basta, nel conflitto tra intuizione e sapere che attraversa costantemente il mestiere, vince spesso il secondo, mentre all’intuizione e alla poesia selvaggia che essa contiene, rimane uno spiraglio stretto, dovuto in gran parte alle condizioni obiettive di allestimento. Il corso è improntato oltre alla conoscenza della materia, al saper elaborare, sviluppare e difendere le proprie intuizioni per portale al compimento attraverso i meandri della tecnica e delle condizioni produttive.
Di fronte alle inaudite possibilità e soluzioni che la presente tecnologia ci offre, si rende necessario ritornare regolarmente alle origini, allo “spirito della candela”, alla meraviglia di un mondo che si apre alle palpebre, per la prima volta. In modo di affrontare ogni impegno come se fosse la prima volta, congiungendosi cosi con l’occhio del pubblico che scopre effettivamente per la prima e spesso ultima la materia dello spettacolo, e vi si avvicina attraverso un linguaggio immaginifico.

Per informazioni  www.arboreto.org    teatrodimora@arboreto.org


10 Nov 2017
Teatro Dimora

La manutenzione dei teatri – Piccoli teatri e grandi pubblici?

Compagnia: a cura di Fabio Biondi, Elena Di Gioia
Rassegna: all’interno del progetto europeo A Manual on Work and Happiness
Ore 09:30

La manutenzione dei teatri
mettere in vita e in sicurezza le funzioni progettuali dei teatri

Piccoli teatri e grandi pubblici?
il ruolo e le prospettive dei cittadini e degli spettatori nelle relazioni con i piccoli teatri e le comunità della provincia italiana

a cura di Fabio Biondi, Elena Di Gioia

Incontro sulle politiche culturali nei territori e nelle comunità dell’Emilia-Romagna; relazioni fra processi creativi, residenze e produzione di nuove opere contemporanee; spettacoli e formazione del pubblico tra programmazione e progettualità.

promosso da
L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino
Europa Creativa progetto europeo A Manual on Work and Happiness
La Valle dei Teatri – Rete Teatrale Valconca
ATER – Circuito Multidisciplinare dell’Emilia-Romagna

con la collaborazione di
Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla cultura
Rete Teatrale Valmarecchia
Agorà – Stagione teatrale della Unione Reno Galliera

L’incontro pubblico, rivolto ad amministratori, operatori, artisti, cittadini, spettatori si svolge all’interno del progetto europeo A Manual on Work and Happiness, finanziato da Europa Creativa; promosso e sostenuto da Rete Teatrale Portoghese Artemrede, Teatro Pubblico Regionale di Patras, Festival Pergine Spettacolo Aperto, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino; con la collaborazione della compagnia portoghese mala voadora e dello scrittore e drammaturgo spagnolo Pablo Gisbert.

Una riflessione dedicata ai cittadini e agli spettatori che nelle relazioni fra teatri e comunità possono assumere un ruolo attivo e propositivo. Una riflessione dedicata agli spettatori che nelle relazioni fra teatri e comunità hanno scelto, desiderato, di svolgere un compito importante per la qualità delle relazioni. Una riflessione dedicata al pubblico _ informazione, formazione e trasmissione del sapere _ che nelle relazioni con gli spettacoli dal vivo, le opere e la cultura delle arti sceniche contemporanee, possono assumere un ruolo determinante per il “successo” dei progetti.
Per informazioni  www.arboreto.org    teatrodimora@arboreto.org


10 Nov 2017
Teatro Dimora

Emotional Cabaret

Compagnia: NicoNote
Rassegna: all’interno dell'incontro La manutenzione dei teatri – Piccoli teatri e grandi pubblici?
Ore 19:00

Concerto di NicoNote

con
Dani Marzi
Alfredo Nuti Dal Portone

Emotional Cabaret è un concerto, una Suite attraversata da attese, sospensioni ed improvvisi sbalzi d’umore radicali ed inaspettati. Un linguaggio sonoro e scenico alquanto essenziale che segue un filo di humor sottile, come necessità cara al primo cabaret dada.

Questo “cabaret emozionale” può manifestarsi grazie all’incontro di NicoNote con i suoi compagni in questo viaggio sonoro ovvero Dani Marzi e Alfredo Nuti Dal Portone.
Cantato e recitato in varie lingue Emotional Cabaret ci parla per frammenti che si susseguono rapidamente in un mondo frammentato e bizzarro.

Entrata libera.

Per informazioni  www.arboreto.org    teatrodimora@arboreto.org